23 Settembre 2020

Oggetti scultorei, luci che scompaiono e materiali naturali

Le opinioni dell’architetto e designer Carlo Colombo raccolte da Giulio Cappellini nella diretta Instagram di ‘Icone Talks’, l’appuntamento periodico in cui l’art director di Icone discute di temi legati a illuminazione e design con alcuni dei più importanti architetti del panorama internazionale.

Illuminazione decorativa o architetturale? Dipende dalla qualità del progetto e dalla tipologia.

Da una parte, ci sono degli elementi scultorei che fanno parte anche della storia del design, pezzi meravigliosi come quelli disegnati da Achille Castiglioni e Vico Magistretti, che rappresentano delle icone del design italiano.

Dall’altro lato, lavoro anche in situazioni e progetti in cui ci sono esigenze completamente differenti.

Disegni tavoli, mobili, accessori, e materiali di ogni genere. C’è un materiale o una tecnica di produzione che preferisci?

Sono molto legato ai materiali naturali, prediligo sicuramente il legno e la pietra perché appartengono un po’ alla mia storia.

Sono nato in Brianza, la patria del mobile, con alle spalle l’azienda di mio padre che lavorava, e lavoro ancora, nell’ambito dei prototipi del legno. Quindi sono da sempre legato a questo materiale.

Con alcune aziende ho sperimentato poi la pietra e la bellezza del marmo. Può essere un materiale apparentemente duro, ma allo stesso tempo può essere modellato e fatto con queste finiture molto vellutate. Ho davanti questo tavolo, nel mio ufficio, che non sembra più pietra, non sembra più marmo, ma velluto, con queste venature meravigliose.

I materiali naturali fanno parte della nostra storia come uomini, ci appartengono per cultura, per capacità visiva e tattile.

Carlo Colombo, architetto e designer.

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