Come
reagire alle conseguenze che la crisi ha portato nel settore della
luce.
L’avvento del LED nel mondo dell’illuminazione cambiò radicalmente lo scenario del mercato, in cui esistevano un’elevata barriera all’ingresso, un redditizio mercato delle lampade sostitutive, una significativa differenziazione dei prodotti e, soprattutto, margini di profitto.
Dal 2000 in poi, le aziende del settore hanno aggiornato le loro attività alla nuova tecnologia delle fonti luminose, non senza conseguenze a volte dolorose.
La
pandemia in atto segnerà in modo ancora più significativo il
settore dell’illuminazione e il sito Lux
Review
ha provato a individuare alcuni aspetti di questa crisi. Quelli per
noi più interessanti sono:
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Le
aziende che internamente avevano già adottato strumenti di gestione
della contabilità, comunicazione aziendale e gestione delle
relazioni con i clienti (CRM) basate
su cloud
avranno meno difficoltà ad adattarsi a un modello di lavoro da casa
(smart working).
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La
produzione locale
sarà un vantaggio, anche se l’approvvigionamento dei LED dipende
in prevalenza da paesi asiatici come la Cina. Icone può vantare un
sistema di produzione interno e una supply
chain
quasi al 100% locale.
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Dovremo
rispondere
al cambiamento
dei settori. L’industria dell’illuminazione è stata guidata da
tre settori chiave negli ultimi anni: retail, uffici e hospitality.
Questi settori si potranno riprendere o continuare a rimanere
contratti, dipenderà molto dallo sviluppo delle limitazioni
sociali. È
necessario
provare (anche) altre strade. Dal punto di vista della produzione,
Icone
punta sempre sull’innovazione
tecnologica, formale e di uso del materiale
come risposta alle mutate esigenze di mercato.
Se è vero che molte aziende stanno avendo difficoltà finanziarie, innovazione di prodotto e comunicazione, soprattutto digitale vista la limitazione delle esperienze fisiche, non sono attività che secondo noi possono essere trascurate o, peggio, abbandonate.