È opera di due artisti norvegesi, serve a provocare un dialogo e una riflessione su questo problema.

Cos’hanno in comune le coste delle Isole Ebridi e Miami? Sono circondare dal mare dell’Oceano Atlantico le prime, le stesse acque che bagnano le coste della città della Florida.

In comune però questi due luoghi hanno anche altro, in particolare un problema: l’innalzamento del livello del mare. È una delle conseguenze del cambiamento climatico e del riscaldamento globale, un nemico ormai evidente e tangibile che si manifesta anche in questo modo.

Il confine dei mari, quella linea che segna il livello dell’acque oltre il quale vive l’uomo, si sta spostando ogni giorno più in alto. Questo movimenti è sempre più veloce e inesorabile.

Per immaginare cosa sarà il futuro, questa linea dev’essere resa tangibile e visibile, in modo che il mondo si renda conto di quello che succede e si adoperi per intervenire. Ci hanno pensato gli artisti finlandesi Pekka Niittyvirta e Timo Aho, con la loro istallazione ‘Lines’. Tramite l’uso di sensori, luci LED e timer, quest’opera interagisce con le variazioni di marea in aumento e si attiva con l’alta marea, fornendo un riferimento visivo luminoso del futuro innalzamento del livello del mare.

Il risulato sono strisce luminose che segnano i muri perimetrali delle tradizionali case in pietra di queste isole della Scozia, in particolare del centro culturale rappresentato dal Taigh Chearsabhagh Museum & Arts Centre di Lochmaddy. Lo stesso confine di luce taglia idealmente in due l’altezza della sagoma squadrata di un container tra le palme di Miami Beach, sull’altra sponda dell’Atlantico. L’installazione serve a provocare un dialogo su come l’innalzamento del livello del mare influenzerà le aree costiere, i suoi abitanti e l’uso del territorio in futuro.