L’architetto e designer Carlo Colombo discute con Giulio Cappellini nella diretta Instagram di ‘Icone Talks’, l’appuntamento periodico in cui l’art director di Icone parla di temi legati a illuminazione e design con alcuni dei più importanti architetti del panorama internazionale.
L’artigianato è la base per poter creare un processo industriale. Tutto nasce da un’idea, da un segno che poi diventa pian piano un prototipo e poi un prodotto. Attraverso degli investimenti legati a un processo industriale, questo prodotto può diventare un pezzo di design, disponibile per essere acquistato in tutto il mondo.
Il nostro lavoro è fatto da una filiera che parte dall’idea condivisa fra il designer e l’industria, che chiede un determinato prodotto per diversi tipologie di esigenze. Questo prodotto viene pensato, viene condiviso all’interno dell’azienda e poi parte tutto un processo comune non solo al mondo dell’arredamento, ma anche al mondo dell’automobile o quello aerospaziale.
Manualità e tecnologia in sinergia
Tutto nasce dalla capacità e dalla manualità. Una volta era ovviamente fatto tutto a mano con tempi lunghissimi, oggi la tecnologia permette di azzerare quei tempi. Possiamo ottenere dei prototipi veloci con delle stampanti 3D che permettono al designer e all’azienda di capire le proporzioni e le problematiche tecniche, che saranno poi risolte dallo stesso designer e dall’ufficio tecnico, per poi passare a un processo industriale.
Quindi l’artigianalità, o comunque la capacità di poter ancora condividere con le mani la sensazione di lavorare la materia, è qualcosa che per me è sinergica con la parte industriale.
Non esiste il progetto che nasce subito all’interno dell’Industria, con dei numeri, senza prima realizzare un passaggio come quello che ho appena descritto.
Io poi amo tantissimo la manualità, l’artigianalità, la materia. Passo ancora tanto tempo all’interno delle fabbriche con gli artigiani perché vedere un prototipo è come vedere un figlio che cresce. Quando lo disegni lo prendi per mano, lo fai camminare, lo modifichi, gli cambia il carattere, gli cambi le forme finché diventa un oggetto pronto da essere poi condiviso.
Il bello di fare design
La cosa più bella per noi designer e andare in giro per il mondo nei vari negozi e vedere i nostri oggetti che vengono acquistati.
Il nostro mestiere è legato alla vita di tutti i giorni della nostra società. Tutti noi oggi usiamo, in qualsiasi momento della giornata, degli oggetti: sono seduto su una comoda sedia Cappellini, ho davanti un tavolo e delle sedie, ho una matita; poi ho bisogno della macchina, per mangiare mi servono una forchetta, un coltello e un piatto.
Noi designer disegniamo il tempo, disegniamo la quotidianità, abbiamo un ruolo importantissimo all’interno della società, che è quello di migliorare la qualità di vita. Il nostro impegno non è solo pensare a una parte funzionale dell’oggetto, ma anche rendere piacevole la vita.
Perché devo sedermi sul divano o su una sedia brutta quando, allo stesso prezzo, posso avere un qualcosa che mi rende felice, perché quando apro la porta di casa o dell’ufficio posso vedere un oggetto che mi compiace.
Il nostro lavoro è meraviglioso, tutti i giorni mi riempie di gioia e di energia.
Carlo Colombo, architetto e designer.
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